Il suono dei futuri passati proiettato nel nostro presente a cui gli autori danno il nome di Inferno. 18 cerchi concentrici, accoglienti e appaganti, capaci di motivare l’esistenza, nonostante tutto. Perchè la musica come il capitalismo oggi si regge sull’esaurimento dell’immaginazione. Parafrasando Mark Fisher nessuno crede davvero che il mercat…
Un’altra ottima recensione ...
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